Tennis - "Wimbeldon: edizione buona, ma non eccezionale"


Wimbledon  -  C’è la tendenza, da parte di noi giornalisti sportivi, ad
ingigantire, nel bene o nel male, gli eventi ai quali siamo presenti.
Non per fare il difficile ma credo che, pur confermando i valori ed in
un certo senso i pronostici della vigilia, questa edizione di Wimbledon
sia stata buona ma non eccezionale.



E’ mancata l’apoteosi di una finale come le due giocate da Roger Federer e Rafael Nadal ed anche di quella dell’anno scorso che Grazie, soprattutto da Roddick, ha avuto durata ed emozioni in abbondanza.

Della conferma di Nadal mi sono occupato ieri.  Mi auguro che Berdcyh riesca ad aggiungersi con maggiore continuità che in passato al gruppo di testa e che Djokovic e Murray non si facciano scoraggiare dalle difficoltà che stanno incontrando per rimanere in alto e magari accicinarsi al vertice.

Decisamente deludente l’edizione femminile.  Sulla superiorità e la durata di Serena Williams si è già detto tutto però il dominio, ormai consolidato della ragazza, americana si sta sviluppando in un contesto che sta perdendo protagoniste ed anche un po’ di qualità anche se pare giusto concedere a Kim Clisters e Justine Henin una prova d’appello.

Rischio l’accusa di essere monotono e ripetitivo invitando il lettore a leggere il risultato della finale del torneo di doppio maschile.  L’hanno vinta due singolaristi di seconda schiera, l’austriaco Jurgen Melzer ed il tedesco Philipp Petzschner  che non erano nemmeno teste di serie battendo due sconosciuti, lo svedese Robert Lindstedt ed il romeno Horia Tecau che frequentando con assiduità una specialità ignorata dai giocatori più forti, erano riusciti a spuntare l’ultima teste di serie disponibile, la sedicesima.

Ogni tanto leggo curiose proposte di chi vorrebbe salvare il doppio.  C’è chi suggerisce di aumentare i premi (io li abolirei), di obbligare i giocatori forti a giocarlo.  La verità è che si tratta di un malato terminale.

Non era stato difficile pronosticare che l’Italia non sarebbe riuscita a confermare gli ottimi risultati di Parigi che non  si erano limitati alla grande vittoria di Francesca Schiavone. In una virtuale classifica a punti a Wimbledon l’Italia si è brillantemente classificata al quarto posto nel settore femminile (era stata seconda a Parigi) ma solo al decimo in quello maschile, dove i risultati sono stati molto deludenti e non è certo la vittoria di Bolelli nel torneo challenger di Torino a sollevarci il morale.






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