WIMBLEDON - Da quando frequento Wimbledon (1968) a tutti coloro che mi
chiedono quale sia la migliore giornata del torneo rispondo che è, se
la pioggia non ha rivoluzionato il programma, il lunedì della seconda
settimana che propone per tradizione (e non c’è posto al mondo dove la
tradizione conti più di qui) gli ottavi di finale dei due tabelloni di
singolari.
Si tratta di 16 incontri (8 maschili ed altrettanti femminili) che offrono,con poche e rare eccezioni, il meglio del nostro sport. C’è naturalmente il rischio di una indigestione oltre alla complicazione di scelte difficili ma è comunque una giornata indimenticabile per un appassionato.
Tuttavia, mentre lo spettatore, non sa da che parte girarsi il commentatore ha la possibilità di scegliere, non sempre ma spesso con calma, l’argomento oppure il match si cui puntare.
Confesso che tra i sedici incontri del programma di ieri avrei scelto il derby belga tra Justine Henin e Kim Clijsters. Un po’ perché il rientro all’attività di due campionesse che il Belgio ha avuto la fortuna di produrre quasi contemporaneamente ha ridato uova linfa al tennis femminile che sembrava destinato ad essere ostaggio delle sorelle Williams o delle russe, quindi perché i rientri di anziani campioni (ricordate la tristezza di Borg a Montecarlo9 sono spesso patetici mentre due ragazze di 27-28 anni promettono ancora emozioni e spettacolo.
Purtroppo un infortunio al braccio che la Henin si è prodotta scivolando sull’erba all’inizio del secondo set getta una piccola ombra sul risultato anche se a vedere la partita non ho avuto l’imnpressione che la Henin fosse menomata.
Mentre le due Williams hanno confermato, senza troppi patemi i pronostici e le indicazioni del computer per il fresto non sono mancate le sorprese. Tuttavia bisogna dare credito a Serena Williams e a Maria Sharapova di averci regalato il miglior set del torneo e la bella notizia che, sconfitta a parte, la Shrapaova, che ha mancato tre set point nel tie-break del primo set, sembra recuperata a pieno titolo.
Difficile da spiegare il crollo della Wozniacki contro la Kvitova mentre la Jankovic è stata fermata da un problema alla schiena. Iene da piangere a pemsare alla grande opportunità sciupata dalla nostra Pennetta che senza fare cose eccezionali avrebbe potuto raggiungere – non sembri una esagerazione – addirittura le semifinali.
Nel singolare maschile una passeggiata per Federer e per Murray , più faticose del previsto le vittorie di Tsonga su Benneteau e soprattutto di Soderling su Ferrer. Anche Djokovic ha avuto i suoi problemi per indurre alla resa Hewitt, che è rimasto un gran lottatore anche se è sceso in classifica e di intensità. Mentre Tomas Berdych, pur vincitore del tedesco Danel Brands ci ha fatto capire una volta di più perché malgrado il suo talento non sia ancora riuscito a vincere qualcosa di importante.