WIMBLEDON - A 24 ore di distanza dal pericolo corso da Roger Federer,
che aveva rischiato l’eliminazione al primo turno, c’era ieri la
curiosità di verificare la condizione dell’unico giocatore che divide
con Federer l’onore del pronostico del torneo più prestigioso del mondo.
Sulla carta Rafael Nadal aveva un compito meno semplice di quello che il computer aveva assegnato a Federer, che aveva avuto in sorte un colombiano probabilmente poco preparato per questi campi. Il giapponese Kei Nishikori, l’avversario di Nadal, pur essendo reduce da quasi un anno di inattività aveva caratteristiche che potevano farlo immaginare più adatto alle superfici veloci.
A leggere il risultato ma anche a vedere la partita, Nadal se l’è cavata molto meglio vincendo in tre set anche se Nishikori ha fatto vedere qualità interessanti ed una quasi scomparsa attitudine aggressiva. Ebbene, anche se il confronto indiretto è stato certamente favorevole a Nadal non me la sento di modificare il pronostico espresso alla vigilia del torneo che rimane quello di una finale tra Federer e Nadal con 60 probabilità su cento a favore dello svizzero.
Può sembrare banale avere isolato, in sede di previsione, i due primi giocatori del mondo azzerando le possibilità degli altri sfidanti. Che ci sono, naturalmente, ma che al momento non hanno incoraggiato varianti apprezzabili. Novak Djokovic è stato costretto ad una maratona di cinque set per battere il belga Rochus, che tra i suoi meriti ha quello di essere stato il responsabile, dieci anni fa della retrocessione dell’Italia di Coppa Davis in serie B.
In quanto a Murray, l’altro outsider di lusso e del quale si occupano quasi esclusivamente i giornali inglesi, pur avendo vinto in tre facili set contro il ceko Hajek non ha sciolto le riserve giustificate dalle sue ultime deludenti prestazioni.
Tutto rinviato quindi per cui mi pare giusto occuparmi degli italiani che ieri hanno riscattato una mediocre prima giornata con un bilancio giornaliero molto positivo.
La vittoria più importante è stata quella ottenuta da Andreas Seppi sullo spagnolo Nicolas Almagro perché rappresenta, dopo una serie di risultati deludenti, un incoraggiante segnale di ripresa del nostro giocatore.
Malgrado qualche precedente sfortunato Flavia Pennetta ha superato con
disinvoltura la spagnola Medina. Più semplici le vittorie secondo pronostico della Brianti sull’americana Craybas e della Oprandi usll’inglese Watson ma da applausi il successo di Roberrta Vinci contro la tedesca Bammer, contro la quale la nostra aveva perso due volte nelle sfide precedenti. A conti fatti al momento in cui scrivo e con Fognini e la Errani ancora in campo il bilancio della giornata è di 5 vittorie a una a nostro favore e che al momento ci consente di pareggiare dopo lo 0 a 4 della prima giornata.