Senza troppe fanfare Roger Federer e Rafael Nadal tornano a Wimbledon
consapevoli entrambi di doversi guardare alle spalle prima di risolvere
eventualmente in finale la loro personale sfida.
I due campioni non sono riusciti a far centro nei due tornei di
avvicinamento scelti, secondo abitudine e personale convenienza, in
modo da evitare un secondo confronto diretto dopo quello di Madrid.
Federer, che aveva vinto cinque volte in carriera sull’erba tedesca di Halle, si è fatto sorprendere in finale da Hewitt, contro il quale aveva vinto nelle ultime 15 sfide. Il risultato ha rivalutato le ambizioni dell’australiano ma ha fatto ricordare che Federer non vince un torneo dall’Australian Open.
Meno sorprendente, se vogliamo, la sconfitta subita al Queen’s da Nadal, che aveva faticato troppo per battere Istomin e si è fatto poi sorprendere dall’amico Feliciano Lopez.
Niente di grave ma il problema è che gli inseguitori della coppia regina del tennis maschile non ne stanno approfittando. In officina Del Potro, sia Djokovic che Murray sembrano lontani dalla forma migliore, come del resto Roddick che l’anno scorso costrinse Federer ad un lunghissimo quinto set nella finale di Wimbledon.
Gli organizzatori del torneo inglese hanno voluto riaffermare il loro prestigio permettendosi alcune insignificanti variazioni alla classifica del computer nello stabilire le teste di serie del loro torneo dove mancheranno soltanto Del Potro, Haas Stepanek e Karlovic..
Insomma anche se per arrivare in finale Federer e Nadal dovranno vincere sei partite, sarei sorpreso di non vederli di fronte il 4 luglio in quella che sarebbe la loro quarta finale dopo le due vinte da Federer (2006 – 2007) e quella vinta da Nadal (2008).
Ci saranno invece tutte le più forti giocatrici ad eccezione di Elena Dementieva, la cui rinunci ha promosso Francesca Schiavone al quinto posto tra le teste di serie. Vorrei sbagliarmi ma non credo che l’erba sia la superficie migliore per la campionessa del Roland Garros. Non lo dico per la sconfitta subita da Francesca ad Eastbourne ma sulla base delle precedenti prestazioni della Schiavone a Wimbledon, dove ha perso due volte al primo turno e cinque volte al secondo prima di riuscire finalmente a raggiungere i quarti l’anno scorso. Ecco, un piazzamento di questo tipo lo considererei un ottimo risultato.
Il sorteggio non è stato felice, almeno per i nostri quattro giocatori. La brutta notizia è che affronteranno avversari più forti, la buona notizie è che tre di questi sono spagnoli e non proprio specialisti dell’erba.
Cinque o sei italiane potrebbero superare il primo turno . Qualche rischio per la Pennetta perché la spagnola Medina ci ha dato in passato qualche dispiacere.