PARIGI - Aggrappati, come sempre, alle nostre eroine, bocciati, come
quasi sempre, i nostri giocatori, forse non è una illusione quella di
far diventare questa edizione del Roland Garros una pagine importante
per il nostro tennis.
Non perdo tempo con i calcoli secondo cui Francesca Schiavone e Flavia Pennetta potrebbero entrare, addirittura entrambe, tra le prime dieci. Il computer è un giocattolo sicuramente preciso ma anche capace di suggestioni che qualche volta contrastano con la realtàPreferisco fissare l’asticella dei progressi delle nostre ragazze sulla possibilità che hanno di qualificarsi entrambe per i quarti di finale, circostanza che, controllato il tabellone, ci assicurerebbe una presenza in semifinale, un traguardo raggiunto solo due volte da una tennista italiana in un torneo del Grande Slam.
L’ultima ad arrivarci è stata, nel 1954, Silvana Lazzarino che prima di imbattersi nell’imbattibile Maureen Connolly aveva battuto due signore della buona società francese, una la futura suocera di Sergio Tacchini , Anne Marie Simon Seghers.
L’altro precedente, meno noto riguarda, Maude Levi Rosenbaun,, nata a Roma, sposata negli Stati Uniti e semifinalista a Forest Hills nel 1930.
Il tennis, soprattutto quello femminile, è molto cambiato, per dimensione e qualità, soprattutto atletica, per cui una semifinale di questi tempi avrebbe un valore, anche storico, inestimabile.
La danese Wozniaki vale qualcosa di meno della terza testa di serie ma questo non vuol dire che sia un’avversaria comoda per la Pennetta.. Meno proibitiva la russa Kirilenko che contro la Schiavone vanta una vittoria (per ritiro) e tre sconfitte.
Intanto ieri ha perduto Andy Roddick che da queste parti non ha vinto molto (mai in semifinale in nove partecipazioni). Lo ha battuto, addirittura in tre set, il russo Teimuraz Gabashvili, proveniente dalle qualificazioni. Non è stata una buona giornata per il tennis americanoi perché hanno perso anche i gemelli Bryan che sfruttando il disinteresse dei giocatori più forti, hanno fatto collezione di titoli del doppio.
Abbastanza sorprendnete la sconfitta del regolarista spagnolo David Ferrer, sconfitto in tre set dal mancino austriaco Melzer mentre il serbo Djokovic ha dovuto lasciare un set al solido romeno Hanescu.
Rimane difficile credere come Lleyton Hewitt sia stato , nove anni, numero uno del mondo e che abbia vinto due titoli del Grande Slam (Us Open nel 2001 e Wimbledon nel 2002). L’australiano è stato bravo ad inserirsi nel vuoto di potere che si è creato nel tennis tra l’era Sampras e l’era Federer. E’ stato comunque un fenomeno di agonismo e di corsa ma ora che non ci crede più non è competitivo, almeno per uno cone Nadal.